Il gruppo di lavoro “Scelta del materiale vivaistico e definizione di standard qualitativi”, con coordinatore Luigi Strazzabosco, ha redatto le "Linee guida per la scelta del materiale vivaistico per gli alberi della città e definizione degli standard qualitativi"

 

La SIA è stata indirettamente coinvolta nel progetto Erasmus+ "TeST - Technical Standards in Tree Work", finalizzato all'innalzamento degli standard di lavoro in arboricoltura in ambito europeo con la creazione di una serie di definizioni (glossario) e pratiche di lavoro professionali comuni e di qualità.

La partnership del progetto, creato e finanziato dalla CE (Comunità Europea) è composta da 12 organizzazioni provenienti da tutta Europa con aziende private, centri di formazione, associazioni di arboricoltori, centri di ricerca e liberi professionisti (con l'Italia che su questo specifico fronte ha aperto per prima una strada). A seguire, tramite l'European Arboricultural Council, uno dei partner del progetto, sono poi arrivati input e feedback da ben 22 paesi europei.

L'obiettivo per il primo triennio è stato quello di sviluppare tre standard tecnici di arboricoltura nelle aree di potatura, piantagione e consolidamento degli alberi, con ulteriori tre a seguire nel secondo triennio relativi a valutazione di stabilità, valutazione economica e protezione degli alberi nelle aree di cantiere.

La SIA ha poi coadiuvato la traduzione e l'adattamento dei documenti alla lingua italiana.


Dai seguenti link è possibile scaricare i documenti in formato .pdf
ETPS (European Tree Standard Pruning) Standard Europeo sulla potatura degli alberi
ETCBS (European Cabling & Bracing Standard) Standard Europeo sul Consolidamento degli alberi
ETPS (European Tree Planting Standard) Standard Europeo sulla Piantagione degli alberi

La versione cartacea degli Standard può essere acquistata tramite GARDENFORST.

copertina standard potatura  CopertinaITA Consolidamento Alberi  

 

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alberi citta

Il Protocollo SIA sulla Vautazione di Stabilità degli Alberi è stato redatto dal Gruppo di Lavoro sulla Stabilità degli Alberi della Società Italiana di Arboricoltura, ed è patrimonio  dell’associazione. Esso definisce le prassi condivise dagli iscritti che si occupano a titolo professionale della valutazione di stabilità; il valutatore che vi aderisce lo dichiara in maniera esplicita all’inizio dell’elaborato fornito al committente e vi si attiene per intero.

La valutazione di stabilità, in quanto analisi peritale, deve essere condotta da professionisti in possesso dei requisiti di legge (iscrizione agli albi professionali di riferimento) e con adeguata esperienza specifica nel campo dell'arboricoltura.

Protocollo SIA sulla Valutazione di Stabilità degli Alberi
Scarica qui il Protocollo S.I.A. sulla Valutazione di Stabilità degli Alberi

Classi di propensione al cedimento (aggiornamento 2008)

Da tempo circolavano varie versioni delle Classi di Rischio FRC, per cui era nata l’esigenza di riordinarle in modo tale da rendere univoco l’utilizzo della classificazione nei capitolati d’appalto e negli incarichi professionali. All’interno del Gruppo di Lavoro sulla Stabilità degli Alberi della S.I.A. (GLSA) è quindi scaturita la necessità ed anzi l’opportunità di effettuare, dopo anni di uso delle classi FRC, una verifica sia della forma sia dei contenuti delle classi.

Il Gruppo si è quindi posto l’obiettivo della revisione della classificazione degli alberi sotto il profilo della stabilità. Partendo dalla vecchia classificazione, si è prima raccolto le varie versioni in circolazione quindi, successivamente, si è innescato il confronto sulla effettiva corrispondenza del concetto di rischio, richiamato nella dicitura Classi di Rischio e il suo significato nella concezione tecnico scientifica attualmente in uso.

In sostanza si è voluto risolvere la metonimia fra i concetti di Pericolo e di Rischio. Infatti il pericolo corrisponde alla propensione al cedimento dell’albero o di sue parti oppure, in termini statistici, alla probabilità che si verifichi un cedimento e questo è ciò che valutiamo con l’analisi visuale o strumentale della stabilità. Il rischio, invece, è formato dal prodotto tra la pericolosità insita nella pianta (la propensione al cedimento appunto) e la vulnerabilità del luogo di potenziale caduta e quindi dalla relazione che lega la probabilità del verificarsi di un evento pericoloso con i danni che questo può provocare alle persone e ai manufatti.

In sostanza e per semplificare l’albero può essere più o meno pericoloso mentre l’uomo (od i suoi beni) sono i soggetti a rischio in quanto, al realizzarsi del pericolo, possono subire dei danni (per cui non si deve parlare di “rischio di caduta piante” o di “rischio di crollo” ma di “pericolo di caduta” e di “pericolo di crollo”). è il soggetto (la persona o i suoi beni) che rischia di rimanere danneggiato se il complemento oggetto (l’albero) esplica la sua propensione al cedimento.

Qui di seguito riportiamo quindi la nuova classificazione della propensione al cedimento degli alberi affinché possa sostituire le vecchie classi FRC nei lavori di valutazione della stabilità degli alberi svolti in Italia.

CLASSE A

TRASCURABILE

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

CLASSE B

BASSA

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero non si sia sensibilmente ridotto.Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. l’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

CLASSE C

MODERATA

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali.*Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni.L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questo avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e qualora realizzati potrà modificare la classe di pericolosità dell’albero.

*è ammessa una valutazione analitica documentata.

CLASSE C/D

ELEVATA

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali.* Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia drasticamente ridotto.Per questi soggetti, il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un’insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell’albero.Nell’impossibilità di effettuare i suddetti interventi l’albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

*è ammessa una valutazione analitica documentata.

CLASSE D

ESTREMA

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali.* Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito.Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura.Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

*è ammessa una valutazione analitica documentata.