La famosa quercia di San Nicola, splendido esemplare di quercus pubescens, è stata adottata lo scorso autunno dallo Studio Tecnico di Arboricoltura del dott. Sgherzi e da Grandi Trapianti Italiani nell’ambito del progetto di “ADOZIONE ALBERI” promosso dalla SIA (Società Italiana di Arboricoltura) e comporterà un programma di monitoraggio e cura della durata di tre anni.

adoz.2La quercia radica nella riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile nella piana Reatina in territorio del comune di Colli sul Velino. Il nome deriva dalla presenza di ipogei sotto i ruderi di un’imponente villa di epoca romana appartenuta al senatore Quinto Assio, localmente conosciuti come “Grotte di San Nicola”.
L’albero è considerato monumento naturale della riserva ed è stato protetto e curato dal suo arrivo al “Casale San Nicola”  dal professor Pietro Dohrn, già direttore della Stazione Zoologica di Napoli e precursore europeo dell’ecologia e sostenibilità ambientale.
La pianta ora isolata era un tempo protetta dalla vicinanza di altri tre esemplari quindi, oltre agli effetti del tempo ha subito l’azione del vento cosa che ha comportato sbrancamenti di una certa gravità.
 
In omaggio al Prof. Dohrn scomparso nel 2007 e al suo impegno a difesa dell’ambiente, la Società Italiana di Arboricoltura, grazie all’impegno di Grandi Trapianti Italiani e dello Studio Tecnico di Arboricoltura del dott. Rocco Sgherzi, nell’ambito del programma di “Adozione Alberi” si è fatta carico dei necessari interventi di consolidamento della chioma.
L’albero malgrado la perdita di alcune branche primarie ha conservato un aspetto imponente infatti, agli ultimi rilievi effettuati nell’autunno 2011 presenta un’altezza di 23 metri, un diametro rilevato a 1,30 metri dal suolo di 148 cm. e chioma con circonferenza di 68 metri.
L’età invece, stimata con metodo resistografico è di 376 anni.