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Home : Gli indispensabili : 09 - Gli alberi nei cantieri edili
09 - Gli alberi nei cantieri edili
Lunedì 04 Luglio 2011 08:55

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09-foglieLe attività che si svolgono in un cantiere edile possono essere devastanti per gli alberi interni all’area di lavoro ed anche per quelli nelle immediate vicinanze. Alcune semplici precauzioni possono salvare i tuoi alberi.

Le lesioni visibili, come branche rotte e ferite al tronco, sono solo una parte del danno. Nella maggior parte dei casi è l’apparato radicale a subire il maggior danno e a causare la perdita dell’albero. In una situazione ideale, l’arboricoltore dovrebbe essere interpellato in fase progettuale così da poter evidenziare i rischi per la salute dell’albero e suggerire gli accorgimenti necessari. Sfortunatamente la consulenza di un arboricoltore è richiesta solo quando appaiono i primi sintomi di declino della pianta.
In certi casi è possibile, intervenendo molto rapidamente rimediare al danno inflitto o limitarne l’evoluzione. Se possiedi un albero e pensi che possa aver subito danni a causa di scavi, urti o se il suolo in cui si sviluppano le radici è stato compattato dal passaggio di automezzi pesanti, contatta, al più presto, un arboricoltore professionista.

Possibili danni all’interno di cantieri edili

Lesioni al tronco ed ai rami
Compattamento del terreno nella zona esplorata dalle radici
Lesioni dell’apparato radicale (scavi)
Innalzamento del terreno esplorato dalle radici (riporto di terra)
Branche strappate o rotte Nuova esposizione a vento e luce

Estensione dell'apparato radicaleIspezione e valutazione

I danni da costruzione influenzano, negli anni, la struttura e la stabilità dell’albero. Una valutazione dei rischi potrebbe implicare un semplice controllo visivo (VTA) oppure una o più indagini strumentali. Individuati e valutati i danni è possibile determinare il rischio per l’albero e adottare le misure necessarie. In alcuni casi, il danno può essere eliminato riducendo o asportando il ramo danneggiato, eseguendo una potatura di alleggerimento o installando dei cavi di consolidamento per sostenere una branca. Un metodo per ridurre il rischio, spesso sottovalutato, è quello di spostare gli oggetti che potrebbero essere colpiti dal cedimento di rami o limitare l’accesso alla zona a rischio.
Se ci sono dubbi circa l’integrità strutturale di un albero o il rischio non può essere adeguatamente ridotto, occorre rimuovere l’albero. Sebbene lo scopo sia quello di preservare gli alberi, ogni qualvolta sia possibile, l’obiettivo deve essere quello di non soprassedere mai a questioni sulla sicurezza.

Trattamento delle lesioni del tronco e della chioma

Potatura

Branche fessurate, lacerate o rotte, dovrebbero, nel limite del possibile, essere rimosse così come i rami secchi, malati o danneggiati. Spesso è raccomandato ridurre drasticamente le chiome o, addirittura, capitozzare l’albero per compensare la perdita di radici. Non esistono ricerche scientifiche a supporto di questa pratica, che rimane infondata e assolutamente rischiosa. Ridurre il volume della chioma riduce la capacità dell’albero di prodursi energia con conseguente ed ulteriore affaticamento dell’albero. Al contrario, è preferibile limitare la potatura ai soli rami secchi o malati negli anni successivi al danno.

Cablaggio e consolidamento

Gli alberi vicini a case o ad altre costruzioni devono essere mantenuti strutturalmente integri. Se le branche o il tronco necessitano di un supporto addizionale, a causa di un danno subito, è possibile installare cavi o supporti che aiutino meccanicamente l’albero. Tanto i cavi quanto i supporti devono essere regolarmente ispezionati da un arboricoltore professionista.

Cura dei danni da urto

Uno dei danni più frequenti, non solo in un cantiere edile, è il danno causato dall’urto delle macchine operatrici con parti dell’albero (fusto o rami). In certi casi è possibile rimediare parzialmente al danno intervenendo in 36-48 ore.

Rivestimento delle ferite

Ancora oggi è usanza rivestire le ferite con mastici, allo scopo di accelerare il processo di cicatrizzazione e impedire al legno di degradarsi. La ricerca ha dimostrato che questo tipo di interventi non produce alcun miglioramento e talvolta è esso stesso causa di un danno maggiore. La maggior parte degli esperti raccomanda di non utilizzare i mastici cicatrizzanti.

Irrigazione e drenaggio

Una delle più importanti procedure di manutenzione da seguire dopo un danno da cantiere è mantenere un adeguato ma non eccessivo apporto idrico alla zona delle radici. Se c’è un problema di drenaggio, l’albero deperisce velocemente. Se il drenaggio del suolo è buono, assicuratevi di mantenere l’albero ben idratato, specialmente durante i mesi estivi. Una lunga, lenta bagnatura dell’intera zona delle radici è il metodo migliore per apportare acqua anche in profondità nel suolo. Mantenete i primi 30 cm umidi ma evitate di eccedere nell’annaffiatura. Evitate le frequenti annaffiature superficiali. Assicuratevi che l’acqua superficiale scoli via dall’albero. Una irrigazione corretta può fare molto per aiutare un albero a recuperare vigore.

Pacciamatura

Una delle cose più semplici ed economiche che puoi fare per i tuoi alberi e anche una delle più efficaci è la pacciamatura. L’applicazione di 5-10 cm di pacciamatura organica, come pezzetti di legno, corteccia o aghi di pino consente un maggiore sviluppo dell’apparato radicale. La pacciamatura aiuta a migliorare la vitalità del suolo, moderarne la temperatura, mantenerne l’umidità e a ridurre la competizione tra le radici dell’albero e quelle dell’erba. La pacciamatura dovrebbe estendersi il più possibile.

Migliorare l’aerazione nella zona delle radici

La pacciamatura verticale e l’aerazione radiale sono tecniche che possono incentivare la crescita radicale e andare, così, a sopperire alla parte
di apparato radicale danneggiato.

Pacciamatura verticale (Vertical Mulching)

La compattazione del suolo e l’innalzamento del terreno hanno entrambe l’effetto di ridurre l’apporto di ossigeno alle radici. Aerando il suolo si migliora la crescita delle radici e la captazione dell’acqua.
Un metodo comune per aerare la zona delle radici è quello di praticare dei fori del diametro di 5-10 cm nel terreno. La profondità dovrebbe essere almeno di 30 cm ma potrebbe essere necessario andare più in profondità se è stato riportato del terreno. I fori possono essere riempiti con torba, cippato, ghiaietto o altro materiale che mantiene l’aerazione e consente la crescita delle radici. Questo processo è chiamato pacciamatura verticale.

Aerazione radiale

Recenti ricerche hanno dato risultati incoraggianti con un altro metodo di aerazione chiamato aerazione radiale. Vengono ricavate strette trincee con una pistola ad aria compressa disposte radialmente nella zona delle radici. Queste trincee sono simili ai raggi di una ruota. E’ importante iniziare a scavare le trincee a 10-20 cm dal tronco per evitare di tagliare radici di supporto. Le trincee dovrebbero estendersi almeno fino alla linea di proiezione della chioma. Se lo scopo principale è ridurre il compattamento del suolo, le trincee dovrebbero essere profonde dai 10 ai 15 cm. Esse dovrebbero essere anche più profonde se è stato riportato del terreno sulla zolla radicale. Le trincee possono essere riempite con nuovo terreno e lapillo vulcanico, così da mantenere un buon livello di permeabilità all’acqua e all’aria.
Il Vertical mulching e l’aerazione radiale sono tecniche che possono incentivare la crescita radicale e andare, così, a sopperire alla parte di apparato radicale danneggiato.

Pacciamatura verticale: distribuzione dei foriAerazione radiale: trincee

Fertilizzazione

Gli esperti raccomandano di non fertilizzare gli alberi, per circa un anno, dopo un danno da cantiere. L’assorbimento di acqua o minerali può essere ridotta a causa dei danni alle radici: una quantità eccessiva di sali nel suolo può indurre la disidratazione dell’albero.
È errato pensare che un trattamento fertilizzante possa essere di aiuto ad una pianta con apparato radicale danneggiato, infatti, il trattamento potrebbe stimolare la crescita della parte aerea a scapito di quella radicale. La fertilizzazione dovrebbe essere basata sulle reali esigenze nutrizionali dell’albero.
Eventualmente, il suolo può essere analizzato per determinare se c’è insufficienza di un minerale essenziale e, nel caso, può essere indicata una fertilizzazione supplementare. È consigliabile mantenere dosi di applicazione basse finché l’apparato radicale non ha avuto il tempo di adattarsi.

Monitoraggio del decadimento e valutazione dei rischi

Malgrado le cure e le attenzioni è possibile che l’albero con danni da cantiere muoia. Sintomi di decadimento sono: la microfilia (foglie piccole e in minor quantità), la regressione della chioma e una prematura perdita di foglie. Esaminate i vostri alberi alla ricerca di segni di possibili rischi: spaccature nel tronco, branche fessurate o rotte e rami morti.
Prestate attenzione alle indicazioni di carie interne come cavità, insetti degradatori del legno, legno molle e strutture fungine in crescita sul tronco, sul colletto o lungo le radici principali. Se notate difetti o sospettate una carie, consultate un arboricoltore per una valutazione professionale. Sarebbe prudente far controllare periodicamente i tuoi alberi da un professionista. Alberi sofferenti sono più facilmente soggetti all’aggressione di insetti dannosi.

 

 
 
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